IL MONOLOGO DI SALOME’

Mai, come nel dramma di Oscar Wilde, fu descritto un personaggio così perverso e carico di ambiguità.
Salomè è la rappresentazione del peccato e della lussuria prorompente che si manifestano sotto forma di “bellezza maledetta”. Ella pretende la testa di Iokanaan, colui che con disprezzo l’ha respinta, e la ottiene dando inizio ad un monologo tormentato e ricco di emozioni folli e contrastanti.

Salomè, fanciulla scaltra ed ammaliatrice pericolosa.
Salomè, figlia di Erodiade e principessa di Giudea.




THE MONOLOGUE OF SALOME

Never, as in the play of Oscar Wilde, was described a character so perverse and full of ambiguity.
Salome is the representation of sin and irrepressible lust that manifest themselves in the form of "cursed beauty". She demands the head of Iokanaan, the one whorejected her with contempt, and she obtains it starting a tormented monologue full of insane and contrasting emotions.


Salome, a shrewd girl and a dangerous charmer.
Salome, daughter of Herodias and Princess of Judea.







“Ah! tu non hai voluto lasciarmi baciare la tua bocca, Iokanaan. Ebbene, adesso la bacerò! La morderò coi miei denti come si morde un frutto maturo. Sì, bacerò la tua bocca, Iokanaan.
Te l’avevo detto, non è vero? Te l’avevo detto. Ecco! Io la bacerò adesso… Ma perché non mi guardi, Iokanaan? I tuoi occhi che erano così terribili, che erano così gonfi di collera e di disprezzo, ora sono chiusi. Perché sono chiusi? Apri gli occhi!
Solleva le palpebre, Iokanaan. Perché non mi guardi?
Hai dunque paura di me, Iokanaan, che non vuoi guardarmi?…
E la lingua, che, come un rosso serpente, dardeggiava veleni, non si muove più; non dice nulla, ora, Iokanaan, questa vipera rossa che ha vomitato su di me il veleno.  È strano, non è vero?  Come mai la vipera rossa non si agita più?
Tu non hai voluto saperne di me, Iokanaan.  Mi hai rifiutata.  Mi hai detto cose infami.  Mi hai trattato come una cortigiana, come una prostituta, me, Salomè, figlia di Erodiade, principessa di Giudea!  Ebbene, Iokanaan, io vivo ancora, ma tu sei morto e la tua testa è cosa mia. Ne posso fare ciò che voglio. Posso gettarla ai cani e agli uccelli dell’aria.  Ciò che avanzeranno i cani lo divoreranno gli uccelli dell’aria…  Ah! Iokanaan, Iokanaan, sei stato l’unico uomo ch’io abbia amato. Tutti gli altri uomini mi nauseano. Ma tu, tu eri bello.
Il tuo corpo era una colonna d’avorio su un piedistallo d’argento. Era un giardino pieno di colombe e di gigli d’argento.  Era una torre d’argento ornata di scudi d’avorio. Non c’era nulla al mondo bianco come il tuo corpo.  Non c’era nulla al mondo nero come i tuoi capelli.  Nel mondo intero nulla era rosso come la tua bocca.  La tua voce era un incensiere che spandeva strani profumi, e quando io ti guardavo udivo una musica strana!
Ah! Perché non mi hai guardata, Iokanaan?
Tu hai nascosto il volto dietro le mani e le bestemmie.  Hai messo sopra gli occhi la benda di colui che vuol vedere il suo Dio.  Ebbene, tu l’hai visto il tuo Dio, Iokanaan, ma me, me… non mi hai visto mai.  Se tu mi avessi vista, mi avresti amato.  Io, io ti ho veduto, Iokanaan, e ti ho amato.  Oh! Come ti ho amato!  E ti amo ancora.
Non amo che te…  Ho sete della tua bellezza. Ho fame del tuo corpo. E né il vino né la frutta potranno saziare il mio desiderio.  Che farò, adesso, Iokanaan?  Né i fiumi, né gli oceani potranno spegnere la mia passione.
Io ero una principessa, e tu mi hai rifiutata.  Io ero una vergine, e tu hai distrutto la mia verginità.  Io ero casta, e tu mi hai riempito le vene di fuoco…  Ah! Ah! Perché non mi hai guardato, Iokanaan?  Se tu mi avessi guardato, mi avresti amato.  Lo so bene che mi avresti amato, e il mistero dell’amore è più grande del mistero della morte. Non bisogna guardare che all’amore”.


“Salomè” Oscar Wilde 



“Ah! thou wouldst not suffer me to kiss thy mouth, Jokanaan. Well! I will kiss it now. I will bite it with my teeth as one bites a ripe fruit. Yes, I will kiss thy mouth, Jokanaan.
I said it; did I not say it? I said it. Ah! I will kiss it now.... But, wherefore dost thou not look at me, Jokanaan? Thine eyes that were so terrible, so full of rage and scorn, are shut now. Wherefore are they shut? Open thine eyes!
Lift up thine eyelids, Jokanaan! Wherefore dost thou not look at me?
Art thou afraid of me, Jokanaan, that thou wilt not look at me?...
And thy tongue, that was like a red snake darting poison, it moves no more, it says nothing now, Jokanaan, that scarlet viper that spat its venom upon me. It is strange, is it not? How is it that the red viper stirs no longer?...
Thou wouldst have none of me, Jokanaan. Thou didst reject me. Thou didst speak evil words against me. Thou didst treat me as a harlot, as a wanton, me, Salomé, daughter of Herodias, Princess of Judæa! Well, Jokanaan, I still live, but thou, thou art dead, and thy head belongs to me. I can do with it what I will. I can throw it to the dogs and to the birds of the air. That which the dogs leave, the birds of the air shall devour.... Ah, Jokanaan, Jokanaan, thou wert the only man that I have loved. All other men are hateful to me. But thou, thou wert beautiful!
Thy body was a column of ivory set on a silver socket. It was a garden full of doves and of silver lilies. It was a tower of silver decked with shields of ivory. There was nothing in the world so white as thy body. There was nothing in the world so black as thy hair. In the whole world there was nothing so red as thy mouth. Thy voice was a censer that scattered strange perfumes, and when I looked on thee I heard a strange music.
Ah! wherefore didst thou not look at me, Jokanaan?
Behind thine hands and thy curses thou didst hide thy face. Thou didst put upon thine eyes the covering of him who would see his God. Well, thou hast seen thy God, Jokanaan, but me, me, thou didst never see. If thou hadst seen me thou wouldst have loved me. I, I saw thee, Jokanaan, and I loved thee. Oh, how I loved thee! I love thee yet, Jokanaan,
I love thee only.... I am athirst for thy beauty; I am hungry for thy body; and neither wine nor fruits can appease my desire. What shall I do now, Jokanaan? Neither the floods nor the great waters can quench my passion.
I was a princess, and thou didst scorn me. I was a virgin, and thou didst take my virginity from me. I was chaste, and thou didst fill my veins with fire.... Ah! ah! wherefore didst thou not look at me, Jokanaan? If thou hadst looked at me thou hadst loved me. Well I know that thou wouldst have loved me, and the mystery of love is greater than the mystery of death. Love only should one consider”.

“Salome” Oscar Wilde







“Ah! tu non hai voluto lasciarmi baciare la tua bocca, Iokanaan. Ebbene, adesso la bacerò! La morderò coi miei denti come si morde un frutto maturo. Sì, bacerò la tua bocca, Iokanaan.
Te l’avevo detto, non è vero? Te l’avevo detto. Ecco! Io la bacerò adesso…”


“Salomè” Oscar Wilde






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