Ode a te, che sei certezza incontrovertibile 
soggetta al divenire e custode dell’eterno.

Tu, ferita al cuore ed improvvisa apparizione 
sfuggi con audacia alla condanna dell’utilità.

Bisogno insaziabile sei, oh magnifica esperienza 
e ci sottrai dal vero scagliandoci nella follia.



“Kalòs” (2019) 





È forse la beffa il pane quotidiano
dell’uomo corrotto ed incatenato?

La cui identità languida
si disperde nel buio di un sepolcro,
candido come un velo d’Oriente,
accecante come l’oasi nel deserto.

Folle di ciechi attraversano così le strade dei Potenti,
dal peso della loro libertà sconfitti,
nel sonno plagiati.



“La condizione dell’umanità” (2018)