ALLEGORIA DELLA FUGACITA’ DELL’ESISTENZA


Testo

“ Tema centrale di quest’opera artistica è lo stretto legame tra la morte e la vita, due realtà così diverse eppure così vicine.
Sebbene dinnanzi a tale accostamento non si possa non notare il forte contrasto visivo, parlare di sempllice contrapposizione è tuttavia riduttivo. Occorre dunque il termine di parallelismo in quanto la linea che separa la vita dalla morte è talmente sottile che esse sono una cosa sola.
Ed ecco che la percezione temporale e sensoriale si ristringe al punto che tutto diventa pura illusione.
La morte invade potentemente l’intero spazio, uno spazio che è indefinito, nero, cupo, senza tempo e al centro del quale vi è la donna, simbolo della viita, che però poco da ascolto a ciò che la morte le sussurra, ma piuttosto preferisce abbandonarsi a chi la osserva, lo spettatore, altro protagonista assoluto.
Vi è quindi l’appagamento di un desiderio fisico finale ed urgente, chiaramente intuibile dal linguaggio di quel corpo così sensualmente e coraggiosamente esposto e dall’espressione del volto, perso in uno stato di totale abbandono che sfocia quasi in un orgasmo.
Tutto questo mentre gli occhi di chi la osserva percorromo ed esplorano le linee di quel corpo destinato ormai a deteriorarsi.
Vi è dunque una fusione di sensi ma anche una presa di consapevolezza e riflessione su un concetto esistenzialistico importante.
Un ricatto della vita alla vita, l’inesauribile trascorrere del tempo “. 






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